Martina, studentessa di beni culturali al primo anni di università, è una delle ragazze che ha aderito al progetto Inclumob Erasmus +, tramite il quale a fine luglio è partita da Buonconvento (in provincia di Siena), alla volta di Valencia per tre mesi di tirocinio. A metà della sua esperienza ecco cosa ci ha raccontato.

Quando sei arrivata a Valencia? Cosa stai facendo?

Sono arrivata a Valencia il 28 luglio e sono qui per il progetto Erasmus+, perciò sono qui per la mia prima “vera esperienza lavorativa”. In particolare esercito il mio tirocinio presso un’associazione di volontariato che si occupa di educazione ambientale e mantenere pulite le spiagge.

Ti sei ambientata subito o ti ci è voluto del tempo?

Appena arrivata in città la prima cosa che mi ha colpito sono stati gli edifici del centro, immensi e con un’architettura molto elegante ed elaborata. Inoltre sono rimasta colpita dal fatto che è una città che offre molti servizi ai propri cittadini, sia dal punto di vista dei trasporti come metro, bus e taxi che permettono di spostarsi in tutta facilità, che dal punto di vista culturale, infatti vi sono presenti giardini storici, musei e chiese meravigliosi.

Ovviamente come ogni ragazzo che si cimenta in una nuova esperienza, all’inizio era tutto nuovo per me, tutto molto più grande e diverso dal mio piccolo borgo di sempre, perciò i primi giorni mi sentivo spaesata ed avevo timore di perdermi, ma mi sono data una settimana e mezzo di tempo per adattarmi ed il resto è venuto da sé, adesso conosco Valencia meglio delle mie tasche!

È la tua prima esperienza all’estero da sola?

Sì, è la mia prima “vera” esperienza all’estero, sebbene abbia partecipato a due scambi culturali in Germania e Belgio al liceo, ma non per un periodo più o meno lungo come questo.
Rispetto al passato, qui dovevo imparare a gestirmi da sola, pulizie, spesa, trasporti, lavoro… all’inizio è stato un po’ tutto nuovo per me, ero spaventata, ma ho imparato ad essere più indipendente e adulta.

Cosa senti che ti lascerà questa esperienza? La consiglieresti?

Sento che questa esperienza mi lascerà tanto, sono successe davvero tante cose ed ho imparato molto. Ogni giorno è una scoperta nuova e sono sempre curiosa di quello che succederà.
Credo di essere cambiata in un certo senso: dalla ragazzina timida chiusa nelle mura del suo paesino adesso mi sento cresciuta e più sicura di me. Ovviamente non è sempre tutto rose e fiori ma ci sono stati anche alti e bassi, come così che è la vita. Ho imparato ad accoglierli ed a prenderne coscienza, in modo da essere sempre pronta a qualsiasi situazione. Inoltre avevo sempre il super supporto della mia famiglia che mi è sempre stata accanto e mi ha fatto sentire meno sola.

Ho fatto anche tantissime amicizie, non solo con italiani ma anche con ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, che mi hanno arricchito e che spero di rivedere una volta tornata in Italia.
Quindi sì, consiglio vivamente questa esperienza a chi vuole “mettersi alla prova”, cambiare prospettiva e cimentarsi in nuove avventure. Se c’è una cosa che ho imparato da questa esperienza è: non avere paura di essere quello che sei e non essere duro con te stesso, se hai dei valori in cui credi non avere paura, difendili, vedrai che verrai apprezzato per quello che sei e vivrai un’esperienza a 360⁰.

Come sei venuta a conoscenza del programma Erasmus+?

Sono venuta a conoscenza di questo programma Erasmus+ grazie alla mia professoressa di inglese del liceo che ringrazio. In realtà mi ero un po’ scoraggiata l’anno scorso a causa del Covid che mi aveva impedito di partecipare ad un programma equivalente di un mese ma se non fosse per lei adesso non sarei qui!